?

Log in

No account? Create an account

Previous Entry | Next Entry

VII - I nostri giorni

Kaleidoscope Land
III Ciclo: Not a dream will fall

Capitolo 07: I nostri giorni
Dove si nota molta incoerenza, si vedono gli effetti di diverse esplosioni e si parla del futuro




VII – I nostri giorni


- Spero davvero che sia vivo, perché ho proprio voglia di ucciderlo.- Aldis guardò il colle di Eava: finalmente lo intravedeva, ancora distante, ma già più concreto. Per quanto quel posto potesse esserlo.
- Mettiti in fila.- Rispose Garnet, battendogli una mano sulla spalla. - Voglio ucciderlo anch'io, quell'idiota.
- Se decidessimo di non ucciderlo, ma di fargliela pagare in un modo ancora più crudele, che coinvolga la collettività?- Propose Loril. - Tipo, affibbiargli da fare il bucato di tutti per un anno.
- Due anni almeno, per la gravità di quel che ha fatto, andandosene da solo.- Rispose Fuyumi.
Aldis annuì, cercando di mantenere la finta aria seria che aveva assunto per stare allo scherzo. Quella goccia di spirito ed energia che avevano era importante. Era la cosa più importante. Non sarebbe stato lui a lasciarla andare, a non stare al gioco, a rinunciare per primo. Anche se tutte le cose sembravano farsi meno chiare e più pesanti con ogni passo.
- Dai, andiamo.- Gli mormorò Garnet, e lo guardò con l'aria di aver capito benissimo lo sforzo che stava facendo. Aldis le fu grato di quel momento che gli aveva riservato, e fu ancor più contento che non gli avesse detto nulla.
Loril e Fuyumi avevano cercato di parlargli, durante il viaggio verso il colle. Con quelle mezze parole imbarazzate di chi vuole essere d'aiuto ma ha paura di ferire. Ed erano stati amabili davvero, Aldis avrebbe voluto dirglielo. Avrebbe voluto far capire loro che era grato per quelle attenzioni, ma non ce la faceva a rispondere. Non voleva parlare della fuga di Ened, né dei problemi del regno.
Soprattutto, non voleva parlare della morte di Madet.
Alla fine avevano capito tutti e due che era meglio non insistere. Garnet gli aveva risparmiato il peso di doverla respingere.
La verità era che non aveva nulla da dire. Non aveva desiderio o motivo di usare la voce. L'unica cosa che avrebbe voluto in quel momento era la magia fluente tra le mani, e le persone che odiava lì davanti. Per concludere tutto, tutto, finalmente. Tutto: la guerra, l'angoscia negli occhi di Erianne, i segreti, la ribellione della terra, il peso dell'eredità di morte lasciata dai signori dell'impero.
Concludere tutto in un istante, senza dover vivere ogni singolo estenuante passo di quel tormento infinito...
- Aldis?
Si risvegliò dai pensieri e si accorse che Loril gli aveva posato la mano sulla spalla, per invitarlo a fermarsi.
Erano arrivati. Pochi passi lungo un sentiero scosceso e poi il colle, la loro meta.
E adesso che erano vicini, potevano vedere. La loro meta non era più quello che sarebbe dovuta essere. Il colle era imploso, ripiegato su se stesso, un ammasso di pietre antiche strappate al cuore della terra e portate alla luce, mentre il suolo che prima guardava il cielo era scomparso, ingoiato.
- Ma cos'è successo?- Mormorò Aldis.
- Niente di buono.- Rispose Garnet. - Ened aveva parlato di una specie di caverna sotterranea, dentro al colle, ma adesso...
Non concluse la frase ovvia.
- C'è qualcosa, là...- Fuyumi fece un passo avanti, tendendo la mano verso la creatura di roccia e terra, ferita a morte, davanti a loro. - Qualcosa di strano, di magico. E' come una sensazione di... vivo, ma non è normale. Non lo so, non riesco a capire. Eppure è così forte, è come sentire un profumo conosciuto e non ricordare a che fiore appartiene.
- Stai dicendo che c'è qualcosa di vivo lì dentro?- Aldis le si aggrappò al braccio. - Dentro al colle c'è qualcuno?
- Non lo so, non riesco a...
- Non cominciamo a nutrire false speranze inutili.- La interruppe Garnet, severa. - E' l'ultima cosa che ci serve, adesso. Tu sei sicura di sentire qualcosa che proviene da dentro?
- Sì. Non so cosa sia, ma sono sicurissima che ci sia.
- Va bene. Allora cercheremo un modo per entrare. E' solo un controllo. Niente entusiasmo, d'accordo?
Loril scosse la testa e fece un sorriso amaro.
- Garnet, siamo venuti qui per recuperare Ened. Per quanto mi faccia paura il colle ridotto in quel modo, io penso che lui sia vivo.
Lei non rispose: gli voltò le spalle e fissò il colle distrutto come per trovarvi una soluzione, o forse solo per non dover rispondere male a Loril. Aldis li guardò in viso uno per uno e gli sembrarono disperati come lui, senza un appiglio, uno stimolo per prendere in mano la situazione e incoraggiare gli altri. Nessuno sembrava avere la forza di fare il primo passo verso il colle. Chiuse gli occhi e immaginò loro quattro visti dall'alto: quattro figure impolverate, sotto una luce troppo forte, piegate dalla fatica del viaggio e dal vento che lì non cessava mai nemmeno d'estate.
- Forza. Qualunque cosa ci aspetti lì, non cambierà, se rimaniamo qui fermi.- Mormorò. Si passò le mani sul viso e fra i capelli, prese un boccata d'aria più grande possibile e cercò di costringere un po' di energia a scorrergli addosso. - Forza. Andiamo.
Aveva sempre guidato quel gruppo, in un modo o nell'altro. Era giovane, era stupido, era testardo ed era presuntuoso. Tutti lo sopravvalutavano. Lui si sopravvalutava. Non era in grado di accettare le sconfitte. Era ancora meno in grado di accettare il dolore. Però lui aveva sempre guidato quel gruppo, immeritatamente, quasi per caso, ma erano i suoi e li avrebbe portati avanti anche quella volta.
Cominciò a camminare in fretta, seguendo il sentiero che probabilmente portava all'interno del colle, quando c'era ancora un colle degno di chiamarsi così.
- Sì, andiamo.- Garnet fu la prima a seguirlo, poi vennero Fuyumi e Loril.
- Come ci apriamo la strada?- Chiese Loril.
- Così.- Sibilò Aldis, sollevando le braccia e concentrandosi su tutta la voglia di gridare e distruggere che aveva dentro di sé. Cercò di convogliarla nella magia che prendeva forma prima nella sua mente, passava attraverso il suo cuore e si concretizzava come una luce bianchissima e feroce nelle sue mani.
- Aldis, aspetta, rischiamo di...- Tentò di avvertirlo Fuyumi, ma lui non l'ascoltò, e comunque non ci sarebbe stato tempo per farlo.
L'incantesimo si schiantò contro il fianco accasciato del colle e vi spalancò un'apertura, bruciandosi in un attimo, con una fiammata candida.
- Piccola, ha combinato qualche casino?- Domandò Garnet a Fuyumi, con un accenno di risata nella voce.
- Credo di no. La sensazione è uguale a prima. Ma... Va bene, lasciamo perdere. Andiamo!
Corsero attraverso l'apertura, stretta e buia, ma sufficiente per introdurli nel cuore oscuro del colle. Un tempo - fino a poco prima, probabilmente - c'era un passaggio scavato, una strada vera e propria. Adesso dovevano avanzare fra le rovine della collina, tra rocce crollate e zolle di terra infida che si infilavano tra i piedi e rendevano difficile il cammino. Avanzarono per un tempo probabilmente breve, ma non è mai possibile stabilire la durata di qualcosa, quando è buio, quando vogliamo disperatamente arrivare.
E poi arrivarono.
- Quello cos'è?- Sussurrò Aldis, quando finalmente furono raggiunti da un po' di luce.
Il cammino finiva con una sorta di ripida scarpata, lungo la quale erano scivolati, più che scesi. E davanti a loro c'era una cosa che splendeva, un globo sospeso da terra, una bolla azzurra e verde che emanava una tenue luminescenza intermittente. A tratti era più intensa, poi virava verso un brillio appena percettibile, si spegneva per un secondo e tornava ad accendersi.
- E' magia?- Domandò Garnet, avvicinandosi a Fuyumi. Lei scosse la testa. Aveva gli occhi spalancati dalla meraviglia e guardava il globo splendente come se avesse capito.
- Ma se non è magia, allora cosa...- Cominciò Loril, e Fuyumi fece un sorriso che portò via le parole a tutti.
- Sono anime. Le so riconoscere. Il potere della mia famiglia è spirituale, l'anima ne è il tramite principale. Quindi sono sicura. Quelle sono anime. Migliaia e migliaia di anime. Ma cosa stiano facendo lì, questo non lo so.
- Le anime rubate della gente del Niwyn.- Disse Garnet. - Potrebbero essere loro?
- Non so dirlo.- Rispose Fuyumi. - Ma so che sono state in ansia per molto tempo, finché sono state liberate e ora parlano di sollievo, di dolcezza e quiete...
Parlava con il sorriso sulle labbra e gli occhi fissi sul globo, come se in quel momento i suoi interlocutori principali non fossero stati i suoi compagni, ma la folla di anime che lei sapeva riconoscere nel portento di fronte a loro.
- Cosa stanno aspettando?- Domandò ancora Garnet. Sembrava a disagio.
- Che qualcuno le riporti a casa, credo. E poi... C'è qualcos'altro. E' come... Un segreto. Stanno conservando un segreto. No, stanno custodendo un segreto.
- Qual è la differenza?
- C'è qualcosa che custodiscono. Qualcosa di reale.
- Puoi chiedere loro di cosa si tratta?
- O magari se sanno cos'è successo.- Disse Loril. Fuyumi annuì. Fece qualche passo verso la creatura fatta di creature e sollevò il viso, che venne illuminato di verde e azzurro e assunse un'aria quasi sovrannaturale, i tratti trasformati dalle ombre e dai colori.
Rimase immobile per alcuni istanti, poi si voltò verso di loro, con un'espressione piena di ansia.
- E' vivo, ma...- Tacque e tornò a guardare le anime. Sollevò le braccia e le allargò, come per promettere loro un abbraccio.
Il globo brillò con più forza, poi prese a discendere lentamente, allargandosi, facendosi più concreto, da pura luce immateriale a nebbia luminescente, finché non toccò il suolo. Allora si disperse in una miriade di lucine che rimasero sospese in aria, mentre a terra si rivelò una figura distesa, qualcosa di umano, avvolto in panni scuri, immobile.
Fuyumi corse a inginocchiarsi accanto alla figura, con un piccolo grido. Aldis la seguì immediatamente, e probabilmente anche gli altri, però lui non se ne accorse e comunque non gli importava.
Raggiunse l'essere a terra e si accoccolò di slancio, posandovi sopra le mani, scuotendo e sentendo la stoffa ruvida dei vestiti di Ened, la sensazione di rigidità della stoffa (quella del sangue rappreso sulla stoffa) e il calore appena percettibile sulla pelle.
Trovò il viso di Ened e lo toccò per sentirne la temperatura. Quello che ricevette fu una vaga sensazione di vita.
- Non è morto, vero?- Ansimò, guardando Fuyumi.
- E' strano.- Mormorò lei. - C'è sangue ovunque, ma non riesco a trovare ferite.
- Non è morto.
- No. E' vivo. Ed è stato guarito. Qualcuno lo ha guarito.
- Dubito sia stato il suo caro maestro o uno qualsiasi dei nostri avversari.- Commentò Garnet. - Pensi che un guaritore di buon cuore sia passato da queste parti e l'abbia curato, per poi sparire e lasciarlo qui?
Fuyumi sorrise e scosse la testa.
- Io credo che siano state loro. Tutte loro.- Allargò le braccia, per far capire che stava parlando delle lucine fluttuanti sulle loro teste, attorno a loro. - Le anime possono farlo. Lo hanno protetto. Qualsiasi cosa sia successa qui, Ened deve averle liberate da Averil, e loro in cambio si sono prese cura di lui.
- Beh, grazie.- Disse Loril, sollevando il viso e facendo un gesto di saluto con la mano, indirizzato alle anime. - Forse non capirete, ma grazie comunque.
- Capiscono.- Rispose Fuyumi, ridendo. - Non le parole, ma i sentimenti. Se tu sei grato, loro lo percepiranno.
In quell'istante Ened aprì gli occhi. Uno sguardo confuso e spaventato si fissò su Aldis, poi una mano tremante raggiunse il suo braccio e vi si chiuse attorno.
- Ened!- Esclamò Fuyumi, riempiendo quella parola di tutto il sollievo del mondo.
- Come stai?- Gridò Loril, lasciando andare un sospiro e una risata.
Ened fece un debole sorriso e annuì con la testa. Poi si sforzò di sollevarsi e Garnet lo aiutò a sedersi.
- Sto bene.- Li rassicurò. - Prima non sono stato bene. Sono stato a un passo dal non stare bene mai più, credo. Ma le anime...- Si fermò e si guardò attorno, come alla ricerca di chi l'aveva salvato. Vide le luci e sembrò tranquillizzarsi. - Loro mi hanno guarito.
- Le hai liberate? Le aveva davvero prese Averil?- Chiese Fuyumi.
- Sì. Era come pensavo. Aveva bisogno di loro e di questo posto, con la sua carica oscura, per mettere in atto il nostro antico incantesimo.
- Cos'è successo? Avete lottato?- Domandò Garnet. Ened fece un sorriso con una punta di ironia.
- Abbiamo parlato, più che altro. Lottato... Ben poco. Mi ha colpito. Me l'aspettavo. Anzi, lo aspettavo. Perché sapevo che era un buon momento per mirare al ciondolo in cui erano rinchiuse le anime.
- Ti sei fatto quasi ammazzare per loro?- Rise Garnet. - Proprio da te.
- Non pensavo che mi avrebbe fatto così male.- Rispose Ened. Poi tacque per un istante, prima di scoppiare a ridere. Anche Garnet, Loril e Fuyumi si unirono alla risata. - Dico davvero!- Riprese, quando il riso si fu un po' quietato. - Sapevo che mi avrebbe ferito e sapevo che era un rischio enorme. Ma ero convinto che me la sarei cavata, in qualche modo. Non... Non era un tentativo stupido di giocarmi la vita per nulla. E poi, loro sono importanti.- Indicò le lucine che li circondavano. - Sono l'ultima pagina della storia della mia città. Glielo dovevo.
Nel silenzio che seguì, tutti gli sguardi si posarono su Aldis. L'unico che non aveva ancora parlato. Non aveva sorriso, non si era unito alla risata.
- Te ne sei andato senza spiegarci niente.- Sibilò, quando capì che era arrivato il suo momento di parlare. - Non eravamo abbastanza degni del tuo piano? Volevi affrontare Averil da solo per il tuo orgoglio? E' per questo che che ci hai lasciati indietro?
- No. C'è un motivo preciso per cui vi ho lasciati indietro. E comunque vi ho lasciati indietro di poco. Mi bastava qualche momento in solitudine per fare una cosa.
- Una cosa tanto importante da non poter essere condivisa con degli estranei come noi?- Continuò Aldis, con gli occhi bassi e il veleno nella voce.
- Ora piantala, Aldis.- Lo rimproverò Garnet. - Lascialo spiegare.
- Non credo ci siano spiegazioni. C'è solo il fatto che ha preferito fare tutto da solo.- Insisté Aldis. Aveva i pugni stretti, immersi nella polvere del suolo, e aveva di nuovo quel desiderio di distruggere ogni cosa, solo che non sapeva dove indirizzarlo, come spegnerlo o farlo consumare.
- Se questo è il tuo umore, di questi tempi, è meglio che sia venuto da solo, allora.- Disse Ened.
Era la scintilla che Aldis aspettava. A quelle parole sollevò il viso e fissò lo sguardo pieno di rabbia su Ened. Sollevò la mano destra e colpì Ened in viso con uno schiaffo, poi si mosse per scagliarsi su di lui di nuovo, ma Loril lo bloccò, afferrandolo con forza.
- Aldis, ma cosa fai?- Gridò Fuyumi.
- Ti ho detto di piantarla!- Garnet mise le mani sui fianchi e scosse la testa.
- Bene.- Sospirò Ened. - Scusa per le mie ultime parole. Le ho dette apposta. Avevi addosso una tensione tremenda, ho pensato che fosse bene farti sfogare. Di nuovo, pensavo che mi avresti offeso e non... beh, questo. Avrei preferito gli insulti. Ma... Adesso stai meglio?
- La cura delle anime deve averlo reso più spiritoso...- Borbottò Loril, che stava ancor stringendo Aldis.
- Geniale.- Commentò Garnet, battendo una mano sulla spalla di Ened. - Davvero, continui a collezionare risultati di cui essere fiero. Comunque devo ammettere che è stata una mossa interessante.
- Aldis, ora però dì qualcosa di sensato, oppure lascia che Ened finisca di parlare!- Esclamò Fuyumi.
Aldis non disse niente. Aveva ancora voglia di fare male a qualcuno, ma non a Ened. Forse a se stesso. Forse a chi non era lì e aveva provocato tutta quella situazione. Una sensazione calda e fastidiosa gli salì al viso, mentre la sua mente confusa riconosceva in sé i sintomi della vergogna. Una vergogna travolgente e profondissima, raramente provata in vita sua.
- Quando Averil è entrato di nascosto all'Accademia ha preso delle cose.- Cominciò Ened. - Delle cose appartenenti a tutti voi. Ho capito subito a cosa gli servivano. C'è un incantesimo che serve a preparare una trappola che scatta per degli obiettivi specifici. E per attivarla c'è bisogno di un oggetto di proprietà dell'obiettivo.
- Eri sicuro che Averil avesse messo delle trappole per noi sul cammino?- Chiese Garnet.
- Era da lui. Premunirsi contro tutto. Sapeva che probabilmente l'avremmo trovato. E avevo ragione. Le trappole per voi c'erano. Solo che è una magia che conosco bene, e mi ci è voluto un attimo per disattivarla.
- Non potevi dircelo prima di scappare e farci prendere un colpo?- Protestò Fuyumi. - Avremmo potuto aiutarti a disattivarle! Una volta a conoscenza delle trappole...
- No. Era troppo pericoloso. Non sapevo dove si trovassero, non ne conoscevo l'entità. Per me erano innocue, quindi era più logico andare da solo e spianarvi la strada. Sapevo che mi avreste raggiunto presto.
- Sì, ma potevamo venire comunque!
- Se ve l'avessi detto, voi avreste fatto di tutto per seguirmi, perché è quello che io avrei fatto per voi. Non mi sarei fidato, avrei pensato di essere in grado di gestire le trappole. Era più sicuro così.
- Va bene. Ma perché sei entrato da solo nel colle, una volta sistemate le trappole? Perché non ci hai aspettati?- Chiese Loril. - Posso perdonarti la storia delle magie da disattivare, ma...
Ened fece cenno di aver capito e abbassò gli occhi.
- Lo so. E' stato avventato. Ma... è stato anche istintivo. Mi dispiace. Sono andato ad affrontare Averil da solo sulla scia dei sentimenti, credo. In ogni modo, vi aspettavo. Sapevo che sareste arrivati. Che se fossi rimasto ferito gravemente voi mi avreste salvato. Sono andato da solo, ma sono andato con tanta tranquillità e un po' di incoscienza proprio perché sapevo che eravate vicini.
- Suona un po' come una scusa, ma è una bella scusa, almeno.- Brontolò Garnet.
- Non farlo mai più.- Lo redarguì Fuyumi. - Non è il momento di fare sciocchezze temerarie da soli.
- Lo so. Vi chiedo scusa.- Poi sollevò gli occhi e guardò Aldis, e lui aprì la bocca per gridargli contro qualcosa, ma Ened lo precedette. - Aldis, ti prego, vuoi dirmi cos'hai? Lo vedo. C'è qualcosa che ti angoscia. Cos'è successo mentre ero via?
- Ma cosa...
- Cosa ti è successo?
Il grido si infranse e si ripiegò in un singhiozzo. Aldis abbassò la testa, vinto dal pianto.
- Lyer.- Articolò a fatica, tra le lacrime. - E' entrato nelle prigioni. Ha ucciso Madet.
Aldis si chinò in avanti, fino a toccare con la fronte la spalla di Ened. L'altro lo lasciò appoggiare e gli circondò la schiena con un braccio.
- Mi dispiace. Mi dispiace di essere andato via così nel momento più sbagliato.- Sussurrò, in niwyn.
- Non ho potuto fare nulla!- Rispose Aldis, assumendo la lingua dell'altro quasi senza accorgersene. - Ero lì. Mi ha lasciato in vita per ridere di me. Ero lì e non ho potuto fare nulla. L'ho odiato per tanto tempo, Madet. Ma speravo...
- Non è colpa tua.
Aldis afferrò una manciata di stoffa della veste a brandelli di Ened e vi si aggrappò, mentre con l'altra mano cercava di abbracciare Ened, anche se era solo un modo per farsi stringere dall'altro, per farsi proteggere da tutte le cose che erano successe e quelle che ancora dovevano per forza venire.
- Non ho mai fatto nulla per cambiare Madet.
- E neanche questo è colpa tua.
Erano parole belle da sentire, anche se forse non erano vere. Non del tutto. Ma erano confortanti, almeno in piccola misura. Aldis continuò a piangere mormorando frasi sconnesse in niwyn, a cui Ened rispondeva sempre allo stesso modo, che non era colpa sua.
A un certo punto ebbe la certezza della vicinanza degli altri tre. Si scostò dalla spalla di Ened e si guardò attorno, trovandosi gli altri a un passo, intorno a lui, in silenzio, in attesa. Fece un sorriso e gli venne spontaneo. Si asciugò alla meglio le lacrime e si sciolse un po', ma non del tutto, dall'abbraccio di Ened.
- Mi dispiace.- Mormorò. Guardò Ened e avvertì un intero diluvio di rimorso che gli piombava addosso. - Scusami per... Non so cosa...
- Sai benissimo cosa.- Lo bloccò Ened, sorridendo. - Per quanto tempo hai trattenuto tutto questo? E poi una volta ero io, quello che non confidava mai le cose importanti, eh?
Ened aveva ragione e Aldis gli era immensamente grato per aver tenuto segreta quell'ultima osservazione, grazie all'uso del niwyn.
- Non ci si può attardare a piangere i morti, in guerra.- Disse Aldis. - Non faccio in tempo ad abituarmi a qualcosa di brutto appena accaduto che subito dopo è arrivato qualcosa di peggio. Non è giusto.
- Non lo è. Ma sono i nostri giorni.- Rispose Ened.
- Ci sono toccati in sorte dei giorni terribili. Non è giusto.- Ripeté Aldis, però sentì che le sue parole erano come il capriccio di un bambino.
- Qualcuno che conosco potrebbe dirti che in confronto a lui, noi abbiamo una gran bella vita.- Commentò Garnet.
- Ci sono molti doni, per noi, nei nostri giorni.- Fuyumi gli passò la mano sul viso, in un gesto da mamma, più che da amica.
- Mia sorella dice che a nessuno viene chiesto più di quanto possa sopportare.- Disse Loril. - Non mi sembra sempre una risposta sensata, ma... Almeno in parte, possiamo provare a crederci, no? Io sono sicuro che esista un Dio. Se ci ha voluti mettere qui, se ha pensato che affidarci queste responsabilità fosse una cosa buona... Magari sa anche che arriveremo alla fine di tutto quanto.
- Se esiste, è completamente fuori di testa.- Commentò Garnet. - Non so proprio quale divinità sensata metterebbe cose tanto importanti nelle mani di gente come noi. Comunque, ormai ci siamo.
- Io sono così felice che voi siate qui...- Ened fece un sorriso dimesso come sempre, ma carico anche di qualcos'altro, qualcosa di potente e sincero, come se avesse ritrovato all'improvviso tutta l'autorità e la convinzione che per molto tempo aveva dimenticato. - Voi mi date fiducia nei giorni a venire.
- E dove ci porteranno, i giorni a venire?- Chiese Garnet, riconducendo tutti alla realtà più pragmatica e meno poetica delle cose. - Quelli più vicini, intendo. Che dobbiamo fare, ora?
- Riportare le anime a casa.- Disse Fuyumi. - Non ho mai fatto una cosa del genere, ma... Immagino che seguiranno una come me, che parla la loro lingua. O forse vorranno accompagnare il loro protetto, no?
- Le guideremo insieme.- Rispose Ened. - Pochi giorni e saremo a casa loro. Lì potremo liberarle. E poi... Torneremo a casa nostra e affronteremo quello che verrà.









***
GRAZIE perché sopportate i miei ritardi! ç____________________________ç
Ri-prometto che da ora in poi andrò più veloce. Cretedemi, vi prego!XD
Un abbraccio.

Latest Month

September 2011
S M T W T F S
    123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 
Powered by LiveJournal.com
Designed by Tiffany Chow